Comfort o Abuso Edilizio? Il Confine Sottile tra Diritti e Decoro Architettonico
Installare tende da sole può sembrare una semplice scelta per migliorare il comfort abitativo e proteggersi dal sole, ma in ambito condominiale può trasformarsi in una questione legale, soprattutto quando è in gioco il decoro architettonicodell’edificio.
Vediamo insieme cosa prevede la legge, le ultime novità normative e una recente sentenza del Tribunale di Pesaro che fa chiarezza su un caso molto discusso.
Tende da Sole e Regole Condominiali: Cosa Dice la Legge
Le tende da sole migliorano il benessere abitativo interno, contribuendo a ridurre l’irraggiamento solare e a contenere le temperature durante i mesi estivi. Ma attenzione: in un condominio, installarle senza criterio può significare violare il decoro architettonico, causando conflitti con gli altri condòmini.
Con l’entrata in vigore del Decreto “Salva Casa”, alcune installazioni – come tende da sole, pergole con coperture retrattili e simili strutture leggere – sono oggi considerate edilizia libera, purché:
- non creino volumetrie aggiuntive,
- non trasformino spazi aperti in ambienti chiusi,
- siano coerenti con l’estetica dell’edificio.
Il Caso: Lite tra Condòmini per una Tenda Parasole – La Sentenza di Pesaro
📌 Sentenza Trib. Pesaro, 12 maggio 2025, n. 300
Un condomino ha citato in giudizio la vicina per aver installato:
- una tenda parasole al secondo piano,
- una pannellatura metallica al primo piano.
Secondo l’attore, queste opere:
- erano prive di autorizzazioni,
- deturpavano il decoro architettonico del palazzo,
- causavano infiltrazioni e riducevano la luce e l’aria al proprio appartamento.
La difesa ha però ribattuto che si trattava di strutture leggere e retrattili, non permanenti né idonee a creare volumetrie aggiuntive.
🔎 La CTU ha confermato che:
- le tende erano installate con viti e bulloni ridotti,
- le strutture erano bianche e coerenti con la facciata,
- non alteravano l’estetica complessiva del fabbricato.
📣 Il Tribunale ha dato ragione alla proprietaria, escludendo qualsiasi violazione del decoro architettonico.
Quando una Tenda Viola il Decoro Architettonico?
Il decoro architettonico si riferisce a quell’insieme di linee e caratteristiche stilistiche che danno coerenza e armonia all’edificio. Qualsiasi modifica visibile – anche fatta su una proprietà esclusiva – può essere contestata se altera in modo sensibile l’estetica generale del fabbricato.
📌 Secondo la Cassazione (Cass. civ. n. 2873/1991), una tenda in stoffa scorrevole non è considerata una vera costruzione e non è soggetta al divieto di costruzioni previste dall’art. 907 c.c., purché non comprometta luce, aria o vedute dei vicini.
Tuttavia:
- è fondamentale rispettare il regolamento condominiale (soprattutto per colori e modelli ammessi),
- bisogna evitare soluzioni che sporgano eccessivamente o alterino il profilo originario del balcone,
- va sempre considerato il possibile impatto visivo e funzionale sugli altri condòmini.
Conclusioni: Come Evitare Problemi con il Condominio
Tende da sole sì, ma con buon senso e rispetto delle regole. Ecco le linee guida per evitare problemi:
- Verifica il regolamento condominiale.
- Scegli strutture leggere e retrattili, preferibilmente in tonalità neutre.
- Non modificare il volume o la sagoma del balcone.
- Se possibile, chiedi il parere dell’amministratore o dell’assemblea.
In caso di contestazioni, è possibile agire giudizialmente per la rimozione delle opere abusive e per il risarcimento dei danni, ma anche difendersi se si è operato nel rispetto della normativa vigente.
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